La sicurezza e la legalità appartengono a quell’ordine di fattori sociali destinati, per loro intrinseca natura, a determinare effetti che vanno ben oltre l’ambito specifico di competenza, imprimendo un impatto diretto al complesso di valori e percezioni che una comunità civile tende ad edificare intorno a se stessa.
Oltre che nei consueti indici di criminalità, la percezione di insicurezza trova origine in altri indicatori di (in)vivibilità del territorio: forte presenza di tossicodipendenza, spaccio diffuso, teppismo giovanile, prostituzione. Il complesso di tali elementi crea una grave distonia nel rapporto cittadinanza/territorio, incidendo grandemente anche sul quadro generale sia civile che economico. In una analisi del contesto socioeconomico finalizzata alla individuazione e gerarchizzazione dei bisogni, la sicurezza e la legalità rivestono, pertanto, un ruolo primario in particolare nelle regioni del meridione italiano, tutte interessate al fenomeno, sia pure con valenze e sensibilità non omogenee.
La situazione attuale è facilmente monitorabile e in qualche misura quantificabile attraverso gli ordinari indicatori di contesto rappresentati dagli indici di delittuosità e dagli altri indicatori di disagio sociale. Non appare occasionale la constatazione che il persistere o il moltiplicarsi di fenomeni di criminalità nelle regioni del Meridione italiano è una sorta di effetto a latere di una stagnazione economica di tale persistenza da aver assunto, in taluni segmenti territoriali, i connotati della cronicità. Pur senza dimostrare un chiaro nesso di causa-effetto, l’inquinamento del tessuto sociale da fenomeni di criminalità, specialmente di criminalità organizzata, determina congiunture sfavorevoli nel complesso della mappa degli indicatori economici di molti dei territori in argomento: bassi i livelli di produzione e di lavoro, apparentemente inattivati i meccanismi di crescita diffusa del reddito
Il Mezzogiorno, situazione da cui la Regione Puglia si discosta di poco, presenta i tratti di un’economia in bilico, tra il rischio di un impoverimento indotto dallo spostamento di risorse verso aree più competitive e l’occasione di un balzo dello sviluppo, con il deciso rafforzamento delle tendenze di crescita già visibili in alcune aree e distretti. Si può correttamente parlare di una società in bilico, vacillante tra l’eventualità di essere soffocata da antichi e nuovi malesseri che ne determinino la definitiva marginalizzazione e la possibilità di inserire il proprio enorme potenziale di intelligenze nella costruzione di un articolato sociale basato su principi di efficacia e legittimità. Una società pertanto in mezzo al guado che tuttavia conserva intatta la forza e l’opportunità di guadagnare la riva dello sviluppo e della legalità.
E’ nel Mezzogiorno, infatti, che si concentra quel grave spreco di risorse umane che risponde ai nomi di disoccupazione, occupazione sommersa, disagio sociale. Tuttavia non esiste una sola tipologia di Mezzogiorno ma una articolata pluralità di contesti territoriali, dove vi sono aree del Sud che hanno ridotto fortemente il divario rispetto al centro-nord e che possono avere un effetto trainante per far cogliere il desiderato versante alla economia meridionale in bilico.
Tenendo conto, in luogo di fattori strettamente economici, di indicatori di attività criminale possiamo collocare la Provincia di Lecce tra quelle “Province a forte condizionamento criminoso o a grave rischio”. Realtà dove un capoluogo di dimensioni medio-piccole, è caratterizzato da una attività criminosa di recente insediamento e dall’incrementarsi di fenomeni aventi carattere prodromico (estorsioni, attentati dinamitardi, usura), dove l’andamento della delittuosità è connessa al mancato sviluppo economico e accompagnato da situazioni di disagio sociale e di non adeguata acculturazione.
Pur ritenendo che la presenza della criminalità organizzata non può e non deve assumere il ruolo di spiegazione polivalente e di alibi onnicomprensivo dell’arretratezza del territorio, è necessario ribadire che la criminalità (non solo quella organizzata) è certamente una concreta e formidabile minaccia per ogni forma di crescita economica e civile. Ridurre il ritardo di crescita economica significa contribuire in modo determinante a ridurre il disagio sociale e ridurre il disagio sociale contribuisce in modo altrettanto significativo alla crescita economica.
Purtroppo, Taurisano vive situazioni problematiche connesse alla presenza di realtà criminose, perché, nel recente passato, costante è stata la lotta alla criminalità organizzata (Sacra Corona Unita, in particolare). Oggi, grazie alla presenza attiva e vigile della forze di sicurezza, polizia e carabinieri, la situazione risulta ridimensionata, ma si avverte forte “il radicamento” di una cultura di tipo deviata e deviante, che è necessario combattere con una energia culturale nuova e sinergica.
Da una lettura attenta del territorio sono stati rilevati i bisogni sociali ed economici che hanno evidenziato la seguente situazione:
Famiglie multiproblematiche rilevate dal
Servizio Sociale Territoriale
50
Famiglie emigrate
1.058
Popolazione TOTALE
12.447
Popolazione maschile
6.031
Popolazione femminile
6.436
Popolazione minorile (dai 0 ai 14 anni )
2.613
Minori in affidamento al Servizio Comunale e al Consultorio familiare di Taurisano
50
Minori coinvolti nel circuito penale 1999-2004
56
Numero suicidi (periodo 2000 – 2005)
7
Soggetti tossicodipendenti seguiti dai servizi sanitari
103
*(dati rilevati dall’osservatorio territoriale interistituzionale, dall’ufficio stato civile comunale, e dal Commissariato Polizia di Stato)
Popolazione scolastica
Scuole (frequentanti anno scolastico 2005-2006)
n°
Scuola materna
506
scuola elementare
758
scuola media inferiore
539
scuola media superiore
150
*(dati rilevati dalle segreteria dei presenti plessi scolastici)
Per formare ad una nuova cultura occorre sradicare la latente cultura della rassegnazione e fornire ai giovani ed ai giovanissimi gli strumenti, culturali e sociali, di sviluppo di un proprio progetto di vita che si riversa in un progetto di vita del territorio.
La concertazione tra pubblico e privato, la cittadinanza attiva e tutte le forme di dialogo tra le Istituzioni e gli operatori, le Istituzioni ed il cittadino, il cittadino con gli operatori porta alla realizzazione di una “catena elementare di sviluppo”, ad organizzare un sistema integrato e condiviso finalizzato alla formazione di una coscienza civica, anche attraverso la costruzione della “consapevolezza” della frontiera tra legale e non legale e lo sviluppo di percorsi ed azioni che pongano i giovani davanti a più orizzonti esistenziali tra i quali scegliere.
Il progetto IDENTITA’, SICUREZZA & LEGALITA’, insieme al progetto AGENDA GIOVANI, rappresentano una luce ed una opportunità da utilizzare, partendo proprio dalle nuove generazioni (che sono per Taurisano la risorsa vitale ed attiva per trasformare il territorio da contesto problematico a contesto di sviluppo) per continuare a cambiare gli eventi che fino ad oggi hanno reso Taurisano un Comune spesso evitato dalla brava gente dei Paesi limitrofi nonostante, all’interno del medesimo Paese, di “brava” gente ne vive tantissima ed ha bisogno dell’aiuto delle istituzioni per sentirsi libera e tutelata.